Guida al vitigno
Il Nero d’Avola
Il Nero d’Avola è il rosso più conosciuto della Sicilia. Qui a Vittoria porta profondità e struttura, ma cerco di far emergere anche il suo lato più agile.
Il rosso di Sicilia

Il Nero d’Avola prende il nome da Avola, in provincia di Siracusa, nella Sicilia sud-orientale. Per secoli lo si è chiamato anche Calabrese: non per la Calabria, ma dal dialetto «calavrisi», cioè «uva di Avola». È il vitigno a bacca rossa più coltivato dell’isola.
Dà vini di colore intenso, con profumi di ciliegia, susina e frutti di bosco, corpo pieno e una buona freschezza.
Il Nero d’Avola nel Cerasuolo di Vittoria
Insieme al Frappato, il Nero d’Avola fa il Cerasuolo di Vittoria, l’unica DOCG della Sicilia: ne è la parte più importante, dal 50 al 70%, e porta colore e struttura. Il Frappato aggiunge profumo e slancio.
Il mio Nero d’Avola

Il Nero d’Avola Vittoria DOC è Nero d’Avola in purezza dalle mie vigne sulla sabbia. Coltivo in biologico, fermento senza lieviti selezionati e non filtro. È vinificato in acciaio, con una macerazione sulle bucce di 8–15 giorni, per tenere al centro il frutto.
Le partite migliori fermentano separate, in vasche più piccole, con una parte di grappoli interi sul fondo. Durante i rimontaggi togliamo il più possibile i vinaccioli, per avere tannini più fini, e alla svinatura teniamo solo il vino fiore, quello che scende da solo e con una pressatura soffice.
Nel bicchiere è rubino intenso con riflessi violacei; al naso mora, susina, ciliegia e ribes; in bocca è pieno, deciso, con un buon equilibrio acido.
Come si serve
Tra i 16 e i 18 °C. A tavola accompagna le carni rosse e il caciocavallo DOP, ma anche un ragù di crostacei.